La stampa “clandestina” a cui siamo stati (fortunatamente) costretti si incepperà ben presto ed urge porgere rimedio per la salvaguardi della continuità del progetto.
Lo sguardo in questo numero si è spostato al futuro, anche al nostro, ed è un dovere pensarci er non uccidere tutto in un attimo, per evitare che questo PuntoG divenga una farfalla che vola sì in alto, ma che ha una vita effimera.
Se vogliamo tener fede agli scopi e agli obiettivi proposti quando il PuntoG aveva ancora una forma embrionale, dobbiamo necessariamente continuare ad oltranza.

Dobbiamo continuare a “sbagliare”, a schierarci dalla parte del “torto” a lanciare delle mazzate propedeutiche, delle martellate didascaliche, delle botte di libertà. E chissà che qualcuno, là in alto, capisca che il potere è una brutta bestia e che le cose si cambiano anche senza impossessarsene.
Con le nostre serene ed appassionate critiche, proposte, discussioni e con la nostra agerarchica struttura abbiamo creato una valle felice, un piccolo mondo diverso.
Era chiaro, fin dal principio, che un’organizzazione severa e centralizzata non si sarebbe assolutamente adeguata al nostro progetto; nacque allora l’ipotesi di un gruppo liberamente concepito, un agglomerato di teste in continuo fermento che ha poi originato tutto.
Ed ora, a un anno di distanza, è tempo di esami anche per il PuntoG.
La nostra perpetua metamorfosi non può avere fine; è giunto il momento di compiere un ulteriore passo in avanti.
Da una di quelle tante riunioni on-line abbiamo percepito la sensazione che possiamo fare e dare di più. Un mezzo per elevare esponenzialmente le nostre attività ed iniziative è quello di avviare uno repentino cambiamento: la trasformazione in associazione culturale!
Solo in questo modo potremmo ricevere qualche palanca per finanziare le attività.
Diamo uno sonoro schiaffo culturale a chi ancora non ha capito chi il PuntoG non è uno sciagurato manipolo di disgraziati, ampliamo il nostro bacino d’utenza, parliamo di noi, facciamo sapere che esiste una macchia di colore nella amorfa realtà sandonatese.
Prendete la nostra futura metamorfosi come un atto d’accusa contro chi non apre nemmeno il giornale perché lui è un diamante e noi siamo il letame; contro chi si prende il lusso di criticare senza criticare; contro chi ignorantemente classifica il PuntoG senza sapere.
Il PuntoG ha riservato e riserverà il massimo disprezzo per tali viscidi individui e con la coscienza di non sapere li condannerà.
La nostra trasformazione la dedichiamo a chi ci ama e a chi consapevolmente ci odia.
Un’associazione culturale perché non si vive di sole idee, ma anche sì!
P.s. Da Maggio sul forum sarà aperto un angolo di proposta per la stesura del nuovo statuto!

frequentatore nonché autore di articoli e topic a mio parere di grande interesse, è a favore sia del matrimonio tra omosessuali, sia all’adozione da parte di questi, su base soprattutto psicologica in quanto (forse un po’ generalizzando) ritiene che i gay siano altrettanto e forse più sensibili e premurosi nei confronti dell’eventuale figlio, che la mancanza del genitore di uno dei due sessi non sia poi così grave se rapportato alla effettiva presenza nella famiglia degli attuali padri/madri, a seconda dei casi, che passano con il figlio un tempo davvero esiguo, e sulla convinzione (pregiudiziale a mio parere) che le coppie gay siano più unite di quelle etero.
Dall’altra Thorpe, sedicente poeta attualmente desaparecido, che invece ritiene che i gay vadano sterminati, senza portare altre valide argomentazioni.
Ancora un’altra posizione, più moderata, è emersa dalla bocca di Tamerlano, assolutamente tollerante nei confronti degli omosessuali ma solo finché costituiscono una minoranza, altrimenti il rischio sarebbe, mi pare di capire, a scomparsa del genere umano per impossibilità riproduttiva.
Merita una trattazione a parte il caso di Gangster che, influenzato dalla persona non proprio ineccepibile di suoi zio, gay dichiarato, ha una visione assolutamente negativa dell’omosessualità, e ritiene che in una coppia gay cresca sempre un figlio omosessuale.
Una certa importanza hanno avuto le discussioni circa i concetti, non esattamente definiti nel loro significato, di “normale”, “naturale”, “deviazione”, “perversione”, “bisessuale” e soprattutto di “contro natura”: Haro sostiene che nulla di ciò che fa l’uomo è contro natura perché è la natura che ha creato l’uomo, altri invece credono che sia proprio la non naturalità il punto di vera discriminazione tra gay e etero.
Il motivo principale per cui ho scritto questo articolo è l’intenzione di invitarvi a partecipare a questi dibattiti, che come vedete presentano non poche situazioni controverse, mi scuso quindi con gli utenti del sito che ho tralasciato di citare nella mia sintesi, davvero riduttiva.
Sul sito è attivo un sondaggio (uno dei tanti), assolutamente anonimo, che ha attualmente circa una decina di voti e a cui vi invito a rispondere.

porvi uno striscione contro il razzismo e la discriminazione dei popoli migranti e, a lavoro svolto, tornarsene pacificamente a casa. Non è andata così. Giunti sul luogo, infatti, abbiamo trovato una pattuglia dei carabinieri in attesa di rinforzi; sembra infatti che le nostre notoriamente efficienti forze dell’ordine abbiano trovato un bullone fuori posto e un accenno di graffio sull’acciaio del lucchetto: chiaro segno di un attività eversiva volta a “danneggiare opera pubblica”. In base a quale significativo canone artistico sia stato attribuito a una simile indecente schifezza questo generoso sostantivo, non è dato saperlo. Parlano i crudi fatti: due dei nostri compagni sono stati prelevati a forza e obbligati a fornire accertamenti in Questura. A nulla hanno valso le nostre impotenti proteste in difesa della libertà d’opinione e di spostamento. A nulla è valsa la totale estraneità dei due militanti al fantomatico “danneggiamento” riscontrato dalle forze dell’ordine: la volontà repressiva, la protervia di un amministrazione che vuole fare della chiusura mentale il proprio punto di forza per coccolare il disarmante elettorato sandonatese, hanno prevalso sulla ragione. La denuncia è scattata. Una denuncia per aver protestato contro un modello di civiltà ripugnante, xenofoba e improntata al rifiuto dell’altro e del diverso. Fattostà che due a nostro avviso “buoni cittadini” se ne sono ritornati a casa con un bel verbale. Che offende loro, tutti noi e in particolare chi vorrebbe ostinarsi ad avere fiducia nelle forze dell’ordine, nella legge e nella giustizia di un paese che invece giorno dopo giorno sprofonda nella paralisi mentale e culturale; e dovrebbe intaccare qualcuno di quegli animi “equilibrati e pii” che accusano gente che da anni lavora nel sociale per costruire coi fatti un mondo migliore. Sarebbe meglio per tutti, ed in particolare per chi si sente particolarmente equilibrato e “moderato” di continuare a svolgere il lavoro in cui crede, senza attaccare però chi, dal canto suo, si rovina l’anima (e magari la fedina penale) per tutti, anche per i “riformisti” che le manine, invece, non se le sporcano mai. A meno che il manico della carrozzella non sia un po’ unto…